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Una stazione per Cologna Veneta - Il progetto
   

 
 

Il progetto di riattivare un tratto della vecchia linea ferroviaria Ostiglia-Treviso, e cioè il tracciato di 14,146 km che da Cologna Veneta conduce a Legnago, nasce nell’estate del 2008, in seguito ad alcuni sopralluoghi effettuati da Mirko Rizzotto (storico e scrittore colognese) lungo l’antico sedime ferroviario ormai dismesso da oltre vent’anni.

Intorno a tale tracciato nasce poi l’interesse dello studio pressanese dell’architetto Cristina Equestri e del geometra Mario Bergamasco. Si uniranno al gruppo validissimi elementi come il dottore in geologia Silvano Marcati, l'ins. Elena De Lorenzi, il capotreno Giovanni Ferrari e l'avvocato cosentino Giulia Spanò.

 

Dietro numerose sollecitazioni da parte di diversi cittadini colognesi e dei Comuni limitrofi si forma pertanto un comitato civico (“Una stazione per Cologna Veneta”, nato il 1° ottobre 2008) che si prefigge di indurre gli Enti competenti ad una riattivazione del breve tracciato ferroviario dismesso, il quale – attraverso il territorio dei Comuni di Cologna Veneta, Pressana, Minerbe e Legnago – si riallaccerebbe alla linea ferroviaria in esercizio di Monselice-Mantova.

Diversi e tutti molto validi sono i motivi che spingono ad una riattivazione di un servizio ferroviario regolare fra Cologna Veneta (che diverrebbe in tal modo stazione di capolinea) e Legnago:

 

  • Abbattimento dei costi del trasporto passeggeri e merci: attualmente il numeroso traffico da e per Legnago si affida unicamente al trasporto su ruote, con tutte le limitazioni e gli svantaggi che ciò comporta: le famiglie di centinaia di studenti delle scuole superiori devono sobbarcarsi mensilmente un costoso abbonamento d’autobus, che sarebbe invece drasticamente ridotto in caso di abbonamento ferroviario. Tale discorso vale anche per i lavoratori pendolari, che devono quotidianamente affrontare costosi spostamenti (su mezzi propri o pubblici) rallentati dal traffico intenso, dal rischio di incidenti e penalizzati da un crescente inquinamento. Anche il trasporto merci (che pure il servizio ferroviario fra Cologna e Legnago aveva assicurato fino al dicembre del 1987) diviene di giorno in giorno più costoso, affidato a tir e furgoni che riempiono le strade provinciali e comunali.

 

  • Aumento della sicurezza: il numero di incidenti stradali (dovuti al maltempo, alle condizioni stradali, alla disattenzione o alla stanchezza dei conducenti) si ridurrebbe in modo drastico, poiché la linea Cologna Veneta-Legnago offrirebbe un’appetibile e valida alternativa allo spostamento su gomme, riducendo al contempo il traffico sulla provinciale, il tempo di percorrenza e migliorandone sensibilmente la viabilità.

 

  • Incremento della cultura: da sempre Legnago – con le sue numerose e valide istituzioni scolastiche – ha costituito un irresistibile e naturale polo di attrazione per gli studenti colognesi, pressanesi e minerbesi, nonostante gli alti costi dovuti ai trasporti su automobile ed autobus. Allo stesso modo il Liceo Scientifico A. Roveggio di Cologna Veneta vedrebbe aumentate di gran lunga le sue iscrizioni da parte di residenti dei Comuni della Provincia  se esistesse un mezzo più economico, rapido, sicuro e di facile accessibilità come il treno. I laureati colognesi che oggi hanno 60 anni hanno usufruito tutti della linea ferroviaria Ostiglia-Treviso che passava per la loro città, ma oggi ciò non è più possibile: gli studenti universitari diretti a Verona, Padova, Bologna o ad altre facoltà devono sobbarcarsi quotidiani spostamenti su mezzi propri per raggiungere le stazioni più vicine (situate a Lonigo, VI, San Bonifacio, VR, e a Montagnana, PD), e ciò scoraggia e disincentiva alquanto gli studi. Da sempre, inoltre, Cologna Veneta si è dimostrata un Comune ricco di iniziative culturali e di manifestazioni annuali che sarebbero più conosciute ed apprezzate a livello regionale e nazionale se potesse offrire una linea ferroviaria capace di renderle più immediatamente accessibili.

 

  • Impatto ambientale: l’attivazione di una tratta ferroviaria elettrificata da Legnago a Cologna Veneta via Minerbe consentirebbe di ridurre sensibilmente il traffico di privati e di merci lungo le strade e ridurrebbe in modo notevole l’inquinamento atmosferico, dovuto agli scarichi degli autoveicoli. Dal punto di vista ambientale ci sarebbe infatti un sensibile calo dell’emissione di gas inquinanti e tossici, come il Pm10, CO e Nox.

 

  • Tutela di un inestimabile bene storico: con i suoi 118 km l’Ostiglia-Treviso è la più lunga ferrovia dismessa d’Italia, ricca di manufatti storici ed artistici che il tempo va via via cancellando. Il recupero di un suo – sia pur breve – ma significativo tratto significherebbe la salvezza di numerosi edifici, ponti, caselli e costruzioni che risalgono agli anni Venti e Trenta e che sono indissolubilmente legati alla nostra memoria storica. Ma è soprattutto doveroso ricordare che - tra il 1943 e il 1945 - la linea fu largamente utilizzata dalle forze dell'Asse per il trasporto dei deportati destinati ai lager del Reich. Obliterare la sede ferroviaria con la costruzione di una strada significherebbe anche negare a quegli sventurati la dignità del ricordo.

 

  • Necessità di collegamenti più immediati con il Capoluogo: migliaia di cittadini colognesi, pressanesi e minerbesi sono costretti, per raggiungere il Capoluogo, all’utilizzo di mezzi pubblici e privati su ruote, sobbarcandosi un tragitto piuttosto lungo e spese non indifferenti. Così è anche per raggiungere le stazioni ferroviarie più vicine. In base ad un protocollo d’intesa con Rfi, è stato approvato dalla giunta regionale con deliberazione n. 23 del 6 marzo 2007 lo studio di fattibilità di una metropolitana di superficie tra Verona e Legnago: perché dunque non proporre un razionale prolungamento di questo tragitto sino a Cologna Veneta sfruttando il tracciato dell’Ostiglia-Treviso, includendolo nel progetto già esistente?

 

  • Grande utilità del ripristino della maggior parte dell'intera linea Ostiglia-Treviso: la riapertura al traffico ferroviario della tratta Legnago-Cologna sarebbe solo il primo importante passo per un ripristino quasi integrale dell'Ostiglia-Treviso (lunga 118 km, soppressa ufficialmente nel 1984), interessante le province di Treviso, Padova, Vicenza, Verona e Mantova. Essa rivoluzionerebbe in senso positivo l'intero sistema dei trasporti del Nordest, costituendo un tramite fra la Milano-Venezia e la Bologna-Ancona. Fondamentale, in tal senso, sarebbe la riapertura del tratto Grisignano-Cologna (soppresso nel 1984) e di quello Cologna-Legnago (ufficialmente ancora attivo ma non in esercizio). Affiancare questi tratti da una pista ciclabile renderebbe il progetto ancora più interessante dal punto di vista ambientalista.

 

  • Progetto "Giorno della Memoria sull'Ostiglia-Treviso": essendo stata l'Ostiglia-Treviso una linea intensamente adoperata dai nazifascisti per la deportazione di Ebrei e prigionieri politici verso i lager del Reich, è giusto preservarla per il suo altissimo valore storico e morale. Si propone pertanto di affiancare alla progettata pista ciclabile Grisignano-Orgiano una ferrovia a binario unico anche non elettrificato, in modo da consentire il transito di treni d'epoca attrezzati non solo per le rievocazioni, ma anche per il trasporto passeggeri e bici, onde incentivare e incrementare il turismo lungo questa tratta, che andrebbe prolungata sino a Cologna. In tal modo l' intera Bassa Veronese sarebbe nuovamente collegata con la Milano-Venezia.


 

Per questi ed altri motivi riteniamo che i 14 km della tratta Cologna Veneta-Legnago debbano e possano tornare a far parte del sistema ferroviario attivo. Scopo del comitato “Una stazione per Cologna Veneta” è dunque farsi portavoce presso le autorità di quest’esigenza fortemente sentita dai cittadini e di promuoverne la realizzazione sensibilizzando l’opinione pubblica.

 

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